“I mesi di maggio ed inizio giugno rappresentano quel periodo dell’anno che solitamente passa un po’ in sordina, un ponte tra le feste comandate primaverili e l’attesa febbrile per l’estate; l’attesa degli altri, non certo la mia che accolgo l’arrivo “r’a staggione” con l’entusiasmo di un tricheco a cui si scioglie casa. Un periodo che passa inosservato, dicevo, nel suo grande potenziale: la temperatura è ancora gradevole ed il sole tollerabile, la volubilità del tempo si riduce, le giornate si allungano. Per farla breve, è il periodo ideale per i picnic.”
Di solito, almeno: il caso ha voluto che tra il momento in cui ho scritto l’incipit per questo post e quello in cui lo pubblico abbiamo avuto nella mia zona dieci straordinari giorni di pieno autunno… ad inizio maggio. Forse la primavera ha voluto sfidarmi dicendo “ecco qua, e mò sì cuntent?!”. Molto. Ma mi sta bene anche il clima usuale di fine primavera.
Grande estimatrice dei picnic e del tè en plein air (nonostante la repulsione per gli insetti renda il tutto talvolta avventuroso), mi propongo spesso di organizzarne e negli anni le ho pensate tutte per cercare di mantenere un equilibrio tra l’aspetto romantico e quello pratico. Recentemente procurarsi degli accessori da picnic è piuttosto semplice, basta fare un giro online o anche in molti negozi indipendenti e non: giusto l’altro giorno sono passata da Tiger ed aveva un’intera sezione dedicata alle gite fuori porta.
Cosa portare e come farlo dipende dal contesto: il numero dei partecipanti, le caratteristiche del luogo prescelto, il mezzo di trasporto con cui ci si muove sono tutti elementi da tenere in considerazione. Con un’auto e molte braccia prestate all’occasione ci si può sbizzarrire con cesti, piatti, brocche, teiere e molti snack, altrimenti lasciate stare: un picnic spartano è molto meglio di un picnic di cui odierete ogni minuto passato a portarvi dietro borse pesanti. Dieci anni fa ho trascinato a piedi per tre chilometri un bellissimo cesto con servizio di piatti incluso che pesava come un San Bernardo, e vi assicuro che di romantico non c’era rimasto più niente.
Esempio di un picnic più strutturato
Poniamo che voi abbiate a disposizione un’auto ed abbiate trovato un’area picnic con tavoli oppure un prato abbastanza largo, prevalentemente pianeggiante e di semplice accesso: questo è il caso ideale in cui è possibile lanciarsi in un turbine di accessori, bevande e portate.
-Una coperta impermeabile per l’erba o la sabbia, una tovaglia per il tavolo, tovagliette, fazzoletti si mettono tranquillamente in una borsa o uno zaino.
-Tazze, ciotole, teiere, brocche e piattini possono essere scelti in stile classico o moderno; negozi specializzati (tra cui i negozio di tè che solitamente propongono servizi di stile cinese o giapponese), negozi online, mercatini dell’usato o catene come Ikea offrono grandi opportunità per lo stile ed il portafogli di chiunque. Opportunamente isolati possono essere messi in scatole leggere ma resistenti per garantire che tutto sopravviva alla giornata e non vi ritroviate con un mare di cocci; in alternativa io conservo spesso gli imballaggi di alcune teiere e contenitori in modo da poterli trasportare facilmente in seguito. Volendo, quel famoso bellissimo cesto attrezzato dal peso impegnativo in questo caso è un’opzione viabile 😉
–Bottiglie e thermos con bevande varie e l’acqua per preparare il tè (parlerò meglio di questo nella parte 2!) possono stare tranquilli in borse termiche, divise tra bevande calde e fredde. Congelare le bevande in bottiglie di plastica se si prevede debbano resistere per diverse ore è sempre una buona idea, personalmente ho portato delle infusioni a freddo congelate in spiaggia che hanno superato abbondantemente la mezza giornata più che fredde. In seguito si può scegliere se presentare sul tavolo le bottiglie così come sono oppure, per delle occasioni particolari dove niente è lasciato al caso, potete travasare il contenuto in una brocca più carina da vedersi 😉
-Gli spuntini dolci e/o salati possono stare in contenitori riempiti a casa e sistemati in borse capienti (es. borse per la spesa), che all’arrivo dovranno solo essere tirati fuori e disposti sulla tovaglia. Scatoli e cestini in stoffa rinforzata e di vimini sono l’ideale per alimenti che temono l’umidità (pensate a ricette calde con frolla, brisée e sfoglia che con la condensa si rammollirebbero); le scatole di latta al contrario sono utili per isolare i prodotti a temperatura ambiente ed hanno il loro intramontabile fascino. Se tutto manca o è richiesta ermeticità, come nel caso di pasta o macedonia, ci sono anche dei contenitori in plastica che possono essere disposti a tavola così come sono oppure il cui contenuto può essere travasato sul posto in piatti e ciotole.
Esempio di un picnic easygoing
Se invece il vostro picnic è immaginato come una pausa ristoro alla fine di una escursione oppure il luogo prescelto è difficile da raggiungere (vuoi perché con i mezzi pubblici o perché in una posizione particolare), in questo caso assolutamente “less is more”.
-Un asciugamano sottile in tessuto tecnico per voi ed una tovaglia per le cibarie sono leggeri da portare con sé, quindi non c’è nessun motivo di sacrificarli: una piccola tovaglia a fantasia aiuta a tenere tutto in ordine e fa subito una certa scena.
-Anche per quanto riguarda le stoviglie, in questo caso è bene tenersi leggeri: per non rinunciare ad un minimo di atmosfera si possono portare con sé dei fazzoletti, piatti di carta e bicchieri monouso ecosostenibili che non sono per niente ingombranti e pure leggeri. In alternativa si potrebbe pensare di utilizzare dei bento, i celebri contenitori per il pranzo giapponesi che in poco spazio racchiudono un piccolo menu completo. Se ne trovano di molto carini online ed anche catene come Ikea o Tiger hanno diverse proposte, è probabile che in futuro approfondirò il discorso del bento :D.
-Cibo e bevande possono essere messi in piccole borse frigo gestite a turno; alcuni thermos con acqua calda per il tè o bevande fredde sono tranquillamente gestibili così come le sopracitate e sempre benedette bottiglie congelate la sera prima della partenza. In alternativa alle borse frigo i thermos, le bottiglie e il companatico possono essere affidati ai vari partecipanti affinché ognuno se port ‘o ssuoje. In entrambi i casi è di fondamentale importanza portare con sé poche cose che siano però sostanziose e d’effetto, come dirò più approfonditamente in un post apposito.
Nel prossimo post, la parte due di questo “Picnic for dummies”, parlerò del ruolo del tè nei picnic: dei famosi “outdoor teas” che spopolano su Instagram (e di cui il mio profilo abbonda), di come scegliere il tè e gestire un’infusione appropriatamente con dell’acqua calda portata da casa. Dei vari cibi più adeguati alle diverse occasioni parlerò meglio nella parte tre, con un paio di ricette per voi.
Nota: nessuno dei link è sponsorizzato, sono solo delle idee perché credo che vedere direttamente di cosa si tratta valga più di mille spiegazioni 😉






